© 2009 Eugenio Del Sarto
Compositori, autori, appropriatori
Ci eravamo lasciati la volta scorsa con una domanda ed una risposta:
Come si
scrive nella musica da ballo ? Bene e male. Ora mi chiedo,
io stesso, con quale sistema si scrive, in quale modo ?
Ogni autore ha il suo metodo di lavoro nella composizione
dei propri brani. C’è’ chi parte da un testo, o da una sua
parte, c’è chi parte da uno spunto musicale. Io, essendo
autore di testi ed anche compositore, mi trovo spesso con
degli spunti musicali già corredati di un testo ben
definito per cui mi sento facilitato nel completare il
tutto, a volte con la collaborazione di qualcuno, altre
volte da solo. Praticamente si parte da un’ idea. Poi gli
autori si pongono spesso la domanda: a chi potrei dare
questa canzone ? Ad un uomo, ad una donna ? Ad un vecchio
marpione o ad un giovane che deve trovare ancora la sua
identità ? Belle domande. Ognuno ha le sue risposte.
Confermo di non essermi mai dannato più di tanto per
piazzare le mie canzoni perché sono stato fortunato ed ho
sempre avuto molti “clienti” che bussavano e tuttora
bussano alla mia bottega ma, il fatto stesso che ho detto e
continuo a dire molti “no” è un modo di scegliere a chi
affidare le mie “creature”. Conosco, però, tanti colleghi
che pur di sbarazzarsi dei loro brani al più presto, sono
disposti a tutto, anche a far firmare le loro opere dall’
interprete. E qui bisognerebbe aprire una parentesi. Anzi,
la apro subito. In alcuni paesi europei le varie società
degli autori prevedono, nella attribuzione delle quote di
riparto dei diritti, anche la figura dell’ arrangiatore,
con quote minime ma significative, nel senso che viene
riconosciuta a questa figura l’ importanza che a volte ha
l’ arrangiamento nell’ economia finale di una canzone (
ricordiamo l’ importanza dei famosi arrangiamenti del
maestro Morricone nelle canzoni di Edoardo Vianello e
quanto essi abbiano contribuito al loro successo ). Qui in
Italia non è ancora stata prevista dalla SIAE questa
qualifica ma tanti se la sono già creata da soli
chiamandola: gli Appropriatori. Chi sono gli appropriatori
? Sono coloro che approfittando della “fregola” dell’
autore di piazzare subito la sua opera, tendono a metterci
sopra le loro manine facendosi passare pure loro per autori
quando in realtà non ne hanno, non dico la capacità, ma
neppure la dignità nè tantomeno il ritegno di vantarsene.
E’ una specie di pedaggio che si paga per sentire una
propria canzone eseguita ed è la prima cosa che viene
richiesta, prima ancora di ascoltare la canzone da
interpretare. Il che vuol dire: purchè sia firmato, il
brano va benissimo. In caso contrario c’è sempre qualcosa
che non va, o il testo, o la musica o l’ arrangiamento o
chissà cosa. Oppure il momento sbagliato: “stavo giusto
cercando di cambiare genere perché il pubblico vuole
altro”. Cioè un modo di dire: “finora non sono riuscito a
combinare niente di buono ed allora provo a cambiare io,
speriamo bene” ! Qualcuno mi potrebbe chiedere: e tu come
ti comporti ? Rispondo: Basta andare a leggere un mio
vecchio articolo scritto per “
www.ilgiornaledegliautori.it
“
intitolato “ I furbetti del “valzerino” e della
“firmettina”. Naturalmente non faccio nomi, per ragioni di
spazio, ma i miei colleghi che leggeranno queste righe li
conoscono perfettamente. E questo, si noti bene, non è uno
sfogo personale perché, in fondo, ognuno è libero di
vendere la propria merce a chi vuole ed al prezzo che
vuole. Siccome, però, mi preme tantissimo che la figura
dell’ “Autore” sia considerata, nella filiera della musica,
non l’ ultima ruota ma semmai la prima, perché senza un
buon brano non si può andare da nessuna parte, mi dispiace
che il lavoro talora oscuro di chi scrive canzoni non sia
valorizzato almeno quanto quello di chi le interpreta. Per
questo, a volte, non mi importa di rendermi antipatico
dicendo cose che, purtroppo tanti si tengono sulla punta
della lingua. D’ altra parte, quando, grazie ad una nostra
canzone di successo, facciamo lievitare i cachets delle
serate di chi la interpreta, nessuno divide con noi incassi
che spesso sono molto più consistenti dei nostri diritti d’
autore cioè dello stipendio che la SIAE ci paga per il
nostro “lavoro” che comunque, per quanto mi riguarda, è
sempre il più bello del mondo. Meditate, gente, meditate.