© 2010 Eugenio Del Sarto
Questa
volta il sottotitolo potrebbe essere: Con chi si scrive
nella musica da ballo ? Risposta: Con chi si vuole. Ed è
finita.
Invece no, non è finita, anzi, quando si inizia a scrivere
canzoni, a meno che uno sia compositore ed autore dei testi
contemporaneamente, ci si trova, prima di tutto, nella
necessità di avere un collega che ti aiuti o a musicarti un
testo o a “parolarti” una musica. Di solito, da ragazzi,
quando si incominciano a buttar giù le prime idee lo si fa
con qualche compagno che divide con noi la passione per la
musica. E’ un po’ come un gioco. Io lancio una frase
musicale e tu la vesti di parole. Poi si continua a fare i
compiti, a parlare di ragazze, a fare merenda, a scherzare.
Praticamente autore e compositore pensano allo stesso modo,
hanno le stesse reazioni ad uno stesso stimolo esterno,
captano le stesse emozioni da una frase musicale che si
lega perfettamente ad un testo.
Poi il tutto diventa anche un mestiere anche se
fondamentalmente sarebbe bene rimanesse un gioco. Ed allora
è più difficile che persone con una cultura a volte
diversa, con età diverse, con esperienze diverse, con
intenti diversi, con caratteri diversi, si integrino
abbastanza da condividere una canzone. Nel mondo della
musica da ballo non conosco molti esempi di autori che
collaborano stabilmente ma quelli che lo fanno, forse non a
caso, sono riusciti a costruire dei grandi successi come se
l’ autore fosse uno solo.
Ricordo le grandi collaborazioni fra il M° Lamberti e
Franco Bagutti che hanno prodotto tanti successi, Casadei,
Aldini e Muccioli, le mie con Al Rangone ed ultimamente
Galassi con Del Nevo. E non solo nella musica da ballo
capitano queste alchimie: Ricordo Albertelli e Riccardi
inventori di Drupi, Facchinetti e Negrini, creatori di
tutti i successi dei Pooh, Mogol e Battisti, di cui è
superfluo elencare tutto ciò che hanno fatto. E poi ancora
Bigazzi e Tozzi, Bigazzi e Gianni Bella, Bigazzi e Masini,
il caro M° Alberto Testa e Tony Renis, Baglioni e Coggio,
Luberti e Cocciante, e prima ancora il grande Domenico
Modugno e Franco Migliacci, lo stesso Migliacci autore dei
più grandi successi di Gianni Morandi insieme a Zambrini ed
Enriquez, Nicola Salerno (Nisa) e Carosone, Chiosso e
Buscaglione, Beretta, Del Prete e Celentano, Pace, Panzeri
e Pilat e chissà quanti me ne dimentico. Io ho conosciuto
una buona parte di loro, e quasi tutti mi hanno confessato
che non si sono cercati il partner ideale ma, poco per
volta, se lo sono ritrovati quasi per caso, naturalmente,
senza bisogno di tante parole ma soltanto perché prima di
tutto fra loro c’era una naturale stima, un’ intesa senza
bisogno di tante parole ed a volte una vera amicizia. Non
esiste una regola fissa, una equazione matematica ma, di
solito, il partner ideale è quello che rappresenta la parte
mancante dell’ altro. Certamente quando un autore, sia
compositore che paroliere, matura una certa esperienza, può
lavorare con chiunque essendo un professionista esperto e
trovarsi benissimo ma un conto è creare delle opere
tecnicamente corrette, un conto è creare delle opere che
sembrano uscite da una mente sola. A proposito di “mente
sola”, voglio raccontarVi un episodio che mi è capitato
recentemente. Mi è arrivata una mail con allegato un brano
di un giovane autore, uno di quelli che ogni tanto mi
chiede un consiglio, un aiuto o soltanto vuole farmi
ascoltare quello che ha scritto. La mia risposta di solito
è questa: Prima cosa deposita la Tua opera alla Siae in
modo da tutelarla. Secondo: trovati una persona che possa
condividere con Te gli stessi interessi, gli stessi
intendimenti, le stesse aspettative e persino le stesse
delusioni. Forse questo giovane collega ha preso alla
lettera soprattutto il secondo consiglio. Infatti un mese
dopo mi arriva un brano da un autore abbastanza affermato
che mi prega di ascoltare questa sua opera. Con mia
sorpresa mi accorgo che il brano è quello che mi aveva
mandato il giovane autore qualche tempo prima ma con altre
due firme che nel frattempo, strada facendo, si erano
aggiunte. Alla faccia della “ mente sola “. Ultimamente ho
riscontrato che le firme in calce a parecchie canzoni che
girano nella musica da ballo sono sempre più numerose, Tre,
quattro e, a volta anche cinque autori si dividono la
paternità di una canzone. Beh, questo è un compromesso che
ci si trova spesso ad affrontare quando ci sono diversi
interessi che ruotano intorno ad una produzione. Io tendo a
pensare che, comunque almeno un paio di quegli autori si
trovavano lì per caso. Magari affronteremo l’ argomento in
un’ altra occasione. A presto.