I furbetti del “valzerino” e della “
firmettina”
di
Eugenio Del Sarto
Ebbene
si ! Sono un autore che, come tanti altri, si occupa
prevalentemente
di
orchestre di musica da ballo.
Devo dire che fra fascia “C” e fascia “D”, quelle in cui si
trovano gli autori che incassano di più dalla SIAE, non ce
ne sono più di dieci ( dico dieci). PER ORA !
Per ora, perché fra qualche anno non ce ne saranno più di 3
o 4 ( e cioè quelli che possono contare su un repertorio
consolidato negli anni ).
Questo è dovuto anche al fatto che tante orchestre da ballo
composte da sette – otto elementi, ne contino 9 iscritti
alla Siae ( a volte si aggiunge qualche parente o l’
autista del pullman o addirittura l’ impresario ) e quindi
i repertori di dette orchestre si basano su una miriade
brani che di grande hanno solo il numero. Tutto questo è
legittimo perché chiunque si senta di poter comporre una
canzone può e deve avere la possibilità di associarsi alla
Siae per farsela tutelare. Il gatto che si morde la coda
però è questo: il repertorio è quello che è ( basta
programmare, naturalmente ciò che si è eseguito, non
importa la qualità ), il livello delle orchestre di
conseguenza si abbassa e tante chiudono. Morale: meno
orchestre, meno locali, meno programmazioni, meno incassi.
Quello che prima era diviso fra pochi ma buoni ora è diviso
fra molti ma, ahimè, scarsi. Ciò dovrebbe innescare un
processo di selezione per cui chi veramente vale continua
nella sua attività e chi non vale si rende conto che fare
l’ autore non paga e quindi ritorna a fare solo l’
esecutore. Speriamo al più presto.
Un altro problema sorge quando, proponendo brani a qualche
orchestra, ti senti, neanche troppo velatamente, chiedere
di aggiungere una o più “firmettine” alla tua che hai
composto il pezzo.
Ora, ammesso che questa “firmettina” aggiunta da qualche
capo orchestra di presunta chiara fama sia da te accettata
considerandola un piccolo investimento nell’ economia del
brano ( sperando che ad un nome importante sia collegato un
numero importante di esecuzioni e quindi una resa
importante di diritti ), perché questo piccolo balzello
viene chiesto anche da personaggi del tutto mediocri ?
Risposta: Hanno imparato bene dai “grandi” e, pur non
essendolo, da “grandi” si comportano.
Soluzione: io ne ho adottata una che, per me, è la più
semplice e diretta: dire di NO. So che non è facile e non
tutti se lo possono permettere ma a parte i compromessi
qualcuno me ne può suggerire un’ altra?
A proposito di “ grandi “ e “ piccoli “ ricordo che quando
proposi brani a dei grossi nomi internazionali, non solo
accettarono senza chiedere alcunché (naturalmente perché il
prodotto interessava ) ma, per i lavori seguenti,
chiedevano se avessi ancora qualche brano per loro quasi
riconoscendo l’ importanza che ha un autore nel successo di
un personaggio. Invece dalle nostre parti la mentalità dei
“piccoli” è che se un brano funziona è solo merito loro e
se non funziona la colpa è di quel disgraziato dell’ autore
che ha insistito tanto.
Allora non è vero che “ piccolo” è bello !!!