di Eugenio Del Sarto
Mentre
scrivo con il mio portatile lui si piazza sul mio
avambraccio destro e fa le fusa. Faccio fatica a scrivere
ma non lo mando via perché mi tiene compagnia. Con tutto il
posto che c’è nella stanza potrebbe andare a piazzarsi sul
divano comodamente tra due cuscini oppure guardarmi dall’
alto dell’ armadio o dal tavolino in mezzo alla stanza. E
invece no ! Vuole il contatto fisico, se non mi sta sul
braccio non è contento. Chissà a cosa sta pensando. Mentre
mi guarda battere ritmicamente sui tasti del computer ogni
tanto mi lecca la mano ed io nel tentativo di raggiungere
un tasto un po’ più lontano lo faccio sobbalzare perché lui
spesso sul mio braccio si addormenta. Non credo che ci stia
neanche tanto comodo ma gli piace.
Io con questo portatile ci lavoro. Scrivo i testi, faccio
delle scalette dei dischi, faccio i conti sui budget che ho
per produrre, navigo su internet, registro qualche idea
musicale, mando e-mail, ascolto provini, a volte gioco. Lui
invece vuole solo stare con me perché lo vuole e per
nessun’ altra ragione. A meno che non voglia iscriversi
anche lui alla Siae. Dopotutto, fra tanti autori-cani,
anche un gatto farebbe la sua figura.