{"id":49,"date":"2014-12-26T18:12:02","date_gmt":"2014-12-26T17:12:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alfrancismusic.com\/eugeniodelsarto\/?p=49"},"modified":"2026-07-08T00:38:26","modified_gmt":"2026-07-07T22:38:26","slug":"come-si-scrive-nella-musica-da-ballo-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eugeniodelsarto.com\/?p=49","title":{"rendered":"Come si scrive nella musica da ballo? (1)"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #000000;\">Qualcuno mi ha fatto questa domanda sapendo che mi occupo prevalentemente di questo settore. Ho risposto: bene e male. So che \u00e8 molto semplificativo ma \u00e8 quello che avrei risposto, per quanto ne possa sapere, anche se mi avessero chiesto come si scrive nella dance music, nel latino americano, nel rock, nella house, nella musica sacra, ed in qualunque altro settore specifico della musica leggera.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Se, invece, avessero voluto sapere come \u00e8 cambiato il modo di scrivere da 20, 30 anni ad oggi, il discorso sarebbe stato diverso.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Innanzitutto 30 anni fa i brani per le orchestre di liscio erano prevalentemente suonati. Risalgono infatti a quel periodo valzer, polke e mazurke che sono entrate, e tuttora resistono, nel repertorio di almeno un paio di generazioni di fisarmonicisti, clarinettisti e saxofonisti e probabilmente ci resteranno per chiss\u00e0 quanto tempo ancora. Oggi, oltre al sempre crescente repertorio latino-americano, vi \u00e8 sempre meno richiesta di ballo liscio tradizionale, salvo alcune zone della Romagna e del Piemonte ( non per niente il vero liscio \u00e8 nato in queste due regioni e non me ne vogliano gli amici Piacentini). Nel repertorio delle orchestre ci sono sempre pi\u00f9 canzoni. Le percentuali si sono invertite. Quindi il cambiamento principale \u00e8 stato questo: Prima si componevano pi\u00f9 brani suonati, oggi si compongono pi\u00f9 brani cantati.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Quando nel 1981, ormai quasi trent\u2019 anni fa, Roberto Rangone ed io scrivemmo SUONA CHITARRA che \u00e8 ancora oggi una delle canzoni pi\u00f9 eseguite dalle orchestre da ballo, nell\u2019 ambiente del liscio si componeva soprattutto per fisarmonica, violino, clarino. Solo la Grande Orchestra del Maestro Casadei aveva gi\u00e0 inserito, nel suo repertorio tradizionale strumentale, dei brani cantati ma si trattava comunque di valzer, polke e mazurke, sempre rivolte al pubblico che voleva ballare e che , comunque, avevano gi\u00e0 raggiunto nientemeno che il palcoscenico di San Remo. Da allora si cominci\u00f2 a valorizzare il cantante dell\u2019 orchestra. Negli anni sono quindi emersi oltre ai mitici cantanti dell\u2019 orchestra Casadei, del maestro Borghesi, di Castellina-Pasi, nuovi personaggi (non faccio nomi per non dimenticarne qualcuno ma sono tutti miei ottimi amici) che hanno dato un volto alle orchestre. E\u2019 per questo che ancora oggi le orchestre si identificano soprattutto con il cantante o la cantante e non pi\u00f9 con il bravo strumentista. La sempre maggiore richiesta di brani cantati ha fatto s\u00ec che ogni orchestrale iscritto alla Siae abbia giustamente pensato di scrivere, scrivere e scrivere non sempre con un accettabile riscontro in termini di diritti d\u2019 autore. In fondo quando una canzone diventa un successo e la si vuole analizzare e si vuole cercare a tutti i costi la formula di tale successo, la prima cosa che salta all\u2019 orecchio \u00e8 l\u2019 originalit\u00e0 cio\u00e8 quello che prima non c\u2019era ed oggi c\u2019\u00e8. In questi anni ho sentito centinaia di canzoni inneggianti a chitarre che suonano, preghiere rivolte a Santi e Madonne di tutti i tipi, disgrazie di ogni genere tipo torri crollate e tzunami vari ed ultimamente si sono riesumate anche mamme prematuramente defunte e nonne improvvisamente ringalluzzite dai nuovi balli di gruppo e rivolte ad un rinverdita giovinezza. Mancano all\u2019 appello gli zii ma sono certo che dopo questo suggerimento qualche collega colmer\u00e0 il vuoto. Inoltre noto sempre un maggior distacco dal gusto popolare come se l\u2019 autore scrivesse per s\u00e9 stesso e non per gli altri dimenticando che alla base di qualunque business musicale, sia legato alle orchestre, sia orientato al mercato pi\u00f9 vasto, quello che serve \u00e8 una buona canzone abbinata ad un personaggio giusto, tutto il resto pur necessario non \u00e8 indispensabile. Abbiamo avuto la prova al recente Festival di San Remo. Ai primi posti delle vendite di dischi (ancora purtroppo striminzite), delle presenza televisive ed, a quanto mi risulta, anche dei favori delle cantanti delle orchestre da ballo , cosa non da poco conto che si tradurr\u00e0 in alcuni buoni semestri di Siae , troviamo Arisa con la sua \u201cSincerit\u00e0\u201d che pur ricordando tanti motivetti del passato per questi tempi \u00e8 una cosa nuova che dar\u00e0 i suoi bei frutti. Ora sarebbe inutile seguire il filone e scrivere quel tipo di canzone perch\u00e9 c\u2019\u00e8 gi\u00e0, tutto qui. Tanti scrivono canzoni per avere molti brani in repertorio (che vengono eseguiti solo da loro) dimenticando che una sola buona canzone anche se \u00e8 di un altro autore e senza volere a tutti i costi firmarla, fa cambiare di colpo la notoriet\u00e0 ed il cachet dell\u2019 orchestra. E scusate se \u00e8 poco !!! Quindi anche oggi, se posso condensare un parere, non mi sembra possa scostarsi molto da quello iniziale. La musica si \u00e8 sempre divisa in musica bella e musica brutta, originale e scopiazzata. Come si scrive oggi nella musica da ballo? Bene e male, come sempre. Appuntamento alla prossima puntata e chi non beve con me, peste lo colga !!!<\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno mi ha fatto questa domanda sapendo che mi occupo prevalentemente di questo settore. Ho risposto: bene e male. 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